Menu Filter

Ciminiera di Varedo Circa 500mila metri quadri in completo abbandono

Ciminiera di Varedo

Varedo (MB)

Tags: factory, industrial, Italy, Totally Lost 2013

La ciminiera nella foto svetta, assieme ad altre, su quel che rimane dello stabilimento SNIA di Varedo.

La fabbrica di Varedo viene realizzata nel 1924 per conto di una piccola società, la SA Seta Artificiale Varedo, fondata dal grosso gruppo industriale SNIA Viscosa.

Il gruppo era stato fondato nel 1917 a Torino da Riccardo Gualino e Giovanni Agnelli con il nome SNIA, Società di Navigazione Italo Americana (SNIA), operante inizialmente nel settore marittimo per il trasporto di combustibile dagli Stati Uniti all’Italia.

Dopo la fine della prima guerra mondiale infatti il trasporto nel settore marittimo subisce una flessione e la SNIA inizia una nuova attività legata alla produzione e commercio di fibre tessili sintetiche, acquisendo la Viscosa di Pavia e modificando il nome originario in Società di Navigazione Industria e Commercio. La crescente domanda di nuove fibre sintetiche sia sul mercato nazionale che su quello estero, spinge la società a concentrare la propria produzione nel comparto delle fibre chimiche, mutando per la terza volta la propria denominazione in quella definitiva di Società Nazionale Industria Applicazioni Viscosa (SNIA Viscosa).

Negli anni’30 la Snia di Varedo entra a far parte della casa madre, vengono ingranditi alcuni reparti e realizzati l’ambulatorio, l’asilo nido e una nuova centrale a carbone. Durante il periodo fascista la produzione è concentrata sulle fibre artificiali: nel 1931 la SNIA è infatti la prima azienda a fabbricare il fiocco, un tipo di fibra corta che può essere filata anche dalle imprese tessili, seguito da altre innovazioni come il lanital, la merinova e l’acetato.

Durante la seconda guerra mondiale la fabbrica di Varedo non viene danneggiata in quanto dichiarata in un primo momento stabilimento ausiliario e in seguito occupata dalle truppe tedesche.

Negli anni ’50 e ’60, con l’arrivo sul mercato delle nuove fibre sintetiche derivate dal petrolio (come il nylon), lo stabilimento di Varedo viene quadruplicato, occupando complessivamente un’area di 483.0000 mq., con una volumetria di 450.000 mc. Sono contestualmente potenziati tutti i gli impianti e viene eretta una nuova centrale termoelettrica; gli addetti raggiungono negli anni ’60 il numero di 6.250.

Negli anni ’70 la crisi del petrolio e la concorrenza dei paesi stranieri porta un crollo nel settore delle fibre artificiali; inoltre, l’introduzione di nuove normative per la regolamentazione dei valori di inquinamento ambientale impone alla SNIA di apportare ingenti innovazioni agli impianti di trattamento dell’aria, dell’acqua e dei fumi. La necessità di investire capitali troppo ingenti e le violente lotte sindacali che si susseguono negli anni ’70 anche nella sede di Varedo, inducono nel 1982 alla decisione di fermare metà degli impianti; il resto della fabbrica di continua a produrre, con un organico sempre più ridotto, fino all’ottobre del 2003, quandoanche l’ultimo reparto viene chiuso. (Fonte: Comune di Varedo, leggi di più qui!)

Da allora versa in stato di abbandono con relativi problemi di degrado e sicurezza, sebbene dal 2008 siano state realizzate opere di bonifica.

Scopri perchè Mussolini definiva Riccardo Gualino, fondatore di SNIA, la “quintessenza dell’industria non fascista”. Leggi da pag 63 a 65 di questa tesi della Dott.ssa Marcella Spadoni presso l’Università degli studi di Pisa.

 

FacebookTwitterGoogle+PinterestTumblrShare